Se seguite il mercato uruguaiano da qualche anno, probabilmente conoscete i classici argomenti a favore degli investimenti a Punta del Este: stabilità giuridica, il dollaro come valuta di riferimento, diritti di proprietà per gli stranieri identici a quelli dei cittadini uruguaiani e un percorso accessibile per ottenere la residenza fiscale tramite investimenti immobiliari.
Tale argomentazione rimane valida. Tuttavia, le regole sono cambiate il 1° gennaio 2026 e molti investitori utilizzano ancora dati obsoleti. Vale la pena aggiornarli.
Il cambiamento fondamentale: la nuova soglia per gli investimenti immobiliari
Fino al 2025, il modo più comune per ottenere la residenza fiscale tramite investimento era acquistare un immobile per circa 550.000 dollari (3.500.000 UI) e mantenere una presenza minima di 60 giorni all'anno in Uruguay. Questa soglia era ampiamente accessibile e spiegava una parte significativa dell'afflusso di investitori argentini ed europei nell'Uruguay orientale.
Con la Legge di Bilancio Nazionale 2025-2029, il sistema è stato aggiornato. Per coloro che acquisiscono la residenza fiscale a partire dal 1° gennaio 2026 e desiderano usufruire dell'esenzione fiscale tramite investimenti immobiliari, l'investimento minimo è diventato di 12.500.000 UI, pari a circa 2.000.000 USD, mantenendo il requisito di una presenza minima di 60 giorni all'anno.
Esiste anche un'alternativa pensata per profili diversi: un investimento annuale di 625.000 UI (circa 100.000 USD) in fondi di investimento destinati a finanziare progetti produttivi, ricerca o innovazione.
Cosa è rimasto invariato e cosa è migliorato
In cambio delle nuove soglie, il principale beneficio è stato esteso. L'esenzione fiscale è passata da 5-6 anni (regime originario) o 10 anni (estensione) a ben 11 anni – l'anno della modifica più i successivi 10 – durante i quali il nuovo residente fiscale è esente dalla tassazione dei redditi da capitale mobile e immobile e delle plusvalenze realizzate all'estero.
Trascorso tale periodo, il contribuente può scegliere di pagare l'imposta sul reddito personale al 50% dell'aliquota corrispondente per i successivi 5 anni, estendendo così il beneficio effettivo a 16 anni.
Le altre modalità per stabilire la residenza fiscale —soggiorno superiore a 183 giorni all'anno, centro di interessi vitali, centro di interessi economici — rimangono invariate e continuano a essere opzioni valide a seconda del profilo del contribuente.
Come interpretare questo cambiamento se stai valutando un investimento
La nuova soglia di 2 milioni di dollari può sembrare elevata, ma vale la pena contestualizzarla:
Per chi ha già intenzione di acquistare un immobile di lusso a Punta del Este, la modifica non ha praticamente alcun impatto. Gli appartamenti in progetti come SLS, THE ROCK o Le Parc IV, con prezzi in quella fascia, rientrano già nel target naturale degli acquirenti internazionali che valutano la destinazione. Per questo profilo, il regime fiscale rimane competitivo rispetto ad alternative come Portogallo, Spagna o Stati Uniti.
Per chi punta a un immobile più accessibile (tra i 400.000 e i 700.000 dollari) e per cui la residenza fiscale era la motivazione principale, il quadro è cambiato. Oggi, un acquisto di questo tipo rimane un ottimo investimento grazie al suo potenziale di apprezzamento e al reddito da locazione, ma non dà più automaticamente diritto all'esenzione fiscale per le transazioni immobiliari. L'alternativa potrebbe essere quella di combinare l'investimento con l'opzione dell'esenzione fiscale di 183 giorni, oppure di valutare i fondi di investimento.
Se eri già residente fiscale prima del 2026 o hai usufruito dell'esenzione fiscale originaria, mantieni le condizioni del regime precedente. È importante non confondere i due regimi.
Perché l'Uruguay continua a competere bene a livello internazionale
Al di là dello specifico regime di agevolazioni fiscali, esistono variabili strutturali che contribuiscono all'attrattiva del Paese e che non sono cambiate:
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Nessuna restrizione sulla proprietà straniera. Gli investitori internazionali godono esattamente degli stessi diritti dei cittadini nazionali, senza procedure aggiuntive o autorizzazioni preventive.
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Con il nuovo regime, i residenti fiscali non pagheranno alcuna imposta sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili all'estero.
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Non ci sono controlli sui cambi né restrizioni valutarie. Il mercato opera normalmente in dollari.
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Stabilità istituzionale riconosciuta. L'Uruguay si colloca costantemente tra i paesi meno corrotti delle Americhe e tra quelli con la maggiore libertà economica.
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Un sistema bancario solido e trasparente, aperto agli investitori stranieri.
Per un acquirente con patrimoni internazionali, questi fattori rivestono un'importanza pari o addirittura superiore a quella dello specifico regime fiscale. Spiegano perché il flusso di investimenti continui senza sosta.
Cosa fare prima di prendere la decisione
Tre cose che consigliamo sempre, senza eccezioni:
Innanzitutto, è fondamentale ricevere consulenza fiscale sia nel paese di origine che in quello di destinazione. I regimi fiscali interagiscono tra loro. Ciò che è ottimale in Uruguay potrebbe avere conseguenze indesiderate nel paese di origine, soprattutto per i residenti in Spagna, gli argentini (visti i recenti cambiamenti) o i cittadini statunitensi a causa del loro sistema di tassazione universale.
In secondo luogo, è fondamentale svolgere un'accurata due diligence sull'immobile. Oltre alla normale verifica notarile, è consigliabile controllare il profilo del costruttore, le condizioni specifiche del trust di costruzione, ove applicabile, e le clausole di consegna.
In terzo luogo, la pianificazione della struttura proprietaria. Acquistare a proprio nome, tramite una società uruguaiana o attraverso una struttura estera: ogni opzione ha diverse implicazioni fiscali e successorie. La decisione giusta dipende dal profilo di ciascun investitore.
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Nota: questo articolo ha scopo puramente informativo. I valori in unità indicizzate (UI) variano a seconda del tasso di cambio corrente. Per una valutazione specifica della vostra situazione, consultate un consulente fiscale qualificato.